Tempi difficili e di cambiamenti radicali quelli che stanno vivendo gli italiani chiusi in casa a causa dell’emergenza.

Le stime parlando di un netto incremento del traffico online di oltre il 70% sui Social, a confermarlo è Luigi Gubitosi, CEO di Telecom Italia.

Questo momento storico ha preparato il fertile terreno per una reazione da parte dell’intera industria dei Social.

In pochissimi giorni, si è invertito il trend: dal 2016 abbiamo assistito ad un netto incremento di storie legate all’impatto potenzialmente negativo delle piattaforme Social, in particolare di Facebook.

Dall’inizio della quarantena “forzata” le piattaforme Social sono lo strumento principale per connettersi con le persone e per condividere le opinioni e gli interessi.

I Social aiutano le community ad accedere democraticamente all’informazione.

È vero che le piattaforme Social hanno attraversato anni di successi, errori e incomprensioni, ma sono diventate affidabili nell’affrontare la crisi.

Nonostante la maturità degli algoritmi e la collaborazione con le istituzioni e i giornalisti, a volte rimane ancora impossibile controllare la qualità delle informazioni.

Piattaforme del calibro di Facebook e di Instagram garantiscono credito illimitato in advertising all’OMS.

Inoltre, tali Social consentono l’accesso ai dati in forma anonimizzata, sospendono tattiche di advertising che sfruttano la situazione ed offrono supporto ai Governi e ai leader di aziende e community.

Italiani e Social: cosa “bolle in pentola”?

In questo particolare momento storico e di misure restrittive, le piattaforme Social del calibro di Facebook e di Instagram sono divenute i luoghi dove si concentrano le conversazioni.

Propri i Social sono lo “specchio” della trasformazione in atto e dei cambiamenti delle abitudini degli italiani.

Blogmeter ha attivato un Osservatorio continuo su “Italiani e Social Media in tempo di crisi”, per analizzare l’evoluzione della vita (social e non) e dei consumi in Italia.

La ricerca “Italiani e Social Media” ha la finalità di mappare le ragioni che spingono sempre di più il popolo italiano ad utilizzare i social e comprendere come mutano le preferenze degli utenti negli anni.

Interessante è il capitolo interamente dedicato alle stories su Facebook e Instagram.

A seguito dell’emissione dei diversi Decreti dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, che hanno introdotto misure sempre più stringenti, emerge che sui social a prevalere siano la solidarietà, il senso di responsabilità civile e la necessità di far fronte comune, anche in termini economici.

Inoltre, è emerso che l’hashtag #iorestoacasa è stato il più utilizzato con una ricorrenza pari a 131,5k, che registra circa 92k citazioni (fonte: Blogmeter).

Quali sono le abitudini degli italiani costretti a restare a casa in quarantena? La survey mette in evidenza che il tempo impiegato viene speso per cucinare: molti food blogger e food Influencer stanno impiegando il tempo a disposizione per dilettarsi nella preparazione di ottime ricette culinarie, oltre a condividere la foto del piatto preparato sui social, in particolare su Facebook e su Instagram.

Dall’analisi del rapporto tra italiani e Social, è emerso che tra i contenuti che hanno generato più interazioni ci sono quelli legati ai video e schede di allenamento.

Anche il “godersi i momenti in famiglia” contro la frenesia, risulta un content molto gettonato che ha ottenuto tantissime interazioni sui Social.

A tale proposito merita menzione il post condiviso dalla soubrette Michelle Hunziker che la immortala con la figlia Celeste. Il post ha ottenuto 291,7k interazioni.

Tanti post condivisi sui Social riguardano la scelta della musica da ascoltare, dei film da non perdere e dei libri da leggere.

A tenere “compagnia” agli italiani sui Social sono i post riguardanti i tutorial per restare a casa in questo periodo.

Su Facebook gli utenti e di influencer usano la piattaforma social per divulgare le direttive ufficiali del Ministero dell’Interno o dell’OMS e per condividere contenuti multimediali, attraverso i quali si esorta a elargire donazioni agli ospedali o a strutture specializzate della propria zona.

Utilizzo Social: impatto sulle abitudini di consumo degli italiani

La Survey di Blogmeter indaga come si sono modificate le abitudini di consumo degli italiani costretti a restare a casa.

Tra gli hashtag relativi ad acquisti e consumi più gettonati dagli italiani meritano menzione: #food (5,2K) e #foodporn (5,1K).

L’utilizzo di questi hashtag riflette la riscoperta della passione per la tavola e per la buona cucina: le ore trascorse a casa rappresentano una valida occasione per dare libero sfogo alla propria creatività nell’arte culinaria.

Questo ha consentito agli italiani di riscoprire la preparazione casalinga dei piatti genuini che richiedono tempo: il pane, la pizza e le torte lievitate.

Anche l’entertainment degli italiani in quarantena non deve essere assolutamente sottovalutato: si parla di Netflix (57%), di RaiPlay (16,5%) e di Prime Video (11,7%).

Inoltre, si discute dell’emergenza e della crisi economica: il futuro del Belpaese preoccupa.

Tra le Keyword più utilizzate dagli italiani figurano: crisi, recessione economica, emergenza, lavoro, lavorare, Partite IVA.

Tra le discussioni sui social emergono i post che hanno come contenuto il ruolo dell’Eurogruppo e dei 27 leader dell’UE, oltre che della BCE di fronte all’emergenza.

Altri topic molto dibattuti sui Social sono quelli dell’health, del turismo e delle catene dei supermercati, oltre che della scuola.

Tema “caldo” che “infiamma” i Social, in particolare Facebook e Instagram, è quello dello smart working o del “lavoro agile”, che è entrato a fare parte della nostra quotidianità.

Sulle piattaforme dei principali Social Network molto condivisi sono i post ed i consigli su come sopravvivere al “lavoro da casa”.

Emilio Vincenzo Bonura

Author Emilio Vincenzo Bonura

Ciao sono Emilio Bonura, Social Media Manager. Mi è sempre piaciuto osservare attentamente e mettermi nel ruolo del cliente, comprendendo la sua storia per costruire la strategia più efficace. L’osservazione e l’analisi sono i miei primi punti di forza. Ed è questa la chiave della mia professionalità.

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