Facebook in ascolto

È il social network più famoso al mondo ed ha imposto una rivoluzione della comunicazione, con il cambiamento delle abitudini e dei comportamenti degli utenti in merito all’informazione: parliamo di Facebook, il colosso dai “pollici in su” creato da Mark Zuckerberg.

L’evoluzione tecnologica ha determinato numerosi cambiamenti della società e Facebook li ha interpretati perfettamente “ascoltando” le richieste di coloro che lo utilizzano.

Ed infatti, come avrete certamente notato, spesso capita che, con una precisa individuazione dei gusti e delle esigenze, il social network riproponga le immagini di prodotti e servizi che, con ogni probabilità, sono stati visualizzati su altre pagine. Si tratta di un’operazione precisa che si chiama tecnicamente “remarketing” e corrisponde a quella attività secondo la quale, se l’utente visita un e-commerce dopo aver ricercato una determinata parola chiave, ad esempio “mobile bagno”, e ne valuta l’acquisto, a distanza di giorni si ritroverà – tra un post ed un altro nella home page – degli slot che gli ricordano i prodotti che ha visualizzato.

Ma Facebook “ascolta” anche grazie a quello che viene chiamato algoritmo predittivo, che si basa su determinate statistiche e dati incrociati che, tracciando il comportamento dell’utente, ne prevedono addirittura le mosse successive, in merito ad una analisi delle sue preferenze e delle sue ipotesi di acquisto e di consumo.

Da ciò ben si comprende come Facebook sia stata una vera e propria rivoluzione che ha comportato una serie di conseguenze nel modo di intendere e fare comunicazione e pubblicità.

Oggi, l’obiettivo della persuasione delle pubblicità viene perseguito principalmente sui social di Zuckerberg, con spot pensati ad hoc e che soddisfano perfettamente i bisogni dei partecipanti alla community.

Le potenzialità della pubblicità veicolata mediante questi canali sono infinite e la possibilità di targetizzazione del proprio pubblico, ovvero dell’individuazione delle “persone giuste” a cui parlare, consente a Facebook di tagliare importanti tra guardi.

Per quanto riguarda la pubblicità, ci addentriamo nel mondo di Facebook Ads e svisceriamo l’argomento al fine di non rispondere ad ogni interrogativo e non lasciare più dubbi.

Facebook Ads: l’ascolto si trasforma in pubblicità

 La data di nascita di Facebook Ads risale al 2007, tempo in cui la pubblicità si è modellata sulla base delle nuove forme di comunicazione, interpretando i vari cambiamenti sociali.

Facebook Ads, quindi, è uno strumento eccezionale sul quale viaggiano gli spot pubblicitari fruibili da un determinato target selezionato sulla base di precise informazioni.

In poche parole, il social ha permesso la nascita di una pubblicità quasi personalizzata, tanto che ormai le aziende, sia quelle piccole sia quelle dei brand più famosi, sono approdate su Facebook per sponsorizzare le proprie campagne promozionali.

Se fosse tutto così facile, però, Facebook sarebbe un paradiso senza limiti ma, come in ogni cosa e per ogni strumento, la pubblicità deve rispondere a determinati parametri ed essere organizzata nel mondo migliore per essere poi considerata efficace.

Del resto Facebook è un mare magnum e, muoversi al suo interno con la pubblicità, è un’operazione che richiede una grande conoscenza del social e grande preparazione sulle tecniche e sulle strategie da utilizzare.

Non è un caso, infatti, che siano frequenti gli errori commessi con Facebook Ads e che – bisogna ricordare – per quanto il pubblico venga accuratamente selezionato, è anche vero che è molto variegato.

Per questo, sarà necessario avere pazienza e ragionare sulla migliore strategia da mettere in atto.

Per prima cosa, prima di avviare Facebook Ads, sarà necessario costruire un business model e mettere a punto e palesare:

  • Obiettivi da raggiungere;
  • Tempo a disposizione (breve, medio e lungo termine);
  • Budget;
  • Analisi di mercato;
  • Analisi concorrenza;

Step fondamentale che deve precedere l’avvio di Facebook Ads è la creazione delle buyer personas, ovvero la trasposizione – su carta – dei propri potenziali clienti. Questa operazione però, deve essere figlia di una preventiva analisi dei clienti che l’azienda già ha, semplicemente per tracciare un profilo che sia il più possibile aderente alla realtà e limitare al minimo il margine di errore.

Ma come si crea una perfetta campagna su Facebook Ads?

La parola d’ordine è “creare”. Ed infatti, sarà opportuno creare testi originali, caratterizzati da uno storytelling che faccia leva sull’emotività dell’utente, creare immagini dal forte potere comunicativo, curare la grafica in modo preciso e ricorrendo all’uso di colori che richiamino l’immediato collegamento all’azienda. Anche il ricorso alle call to action è fondamentale per portare l’utente all’azione, chiaramente dopo aver permesso che vivesse un’ottima user experience. Un’altra priorità è che la strategia adottata sia sempre “farina del proprio sacco”, aggiornata e monitorata per il raggiungimento dei risultati.

La parola da eliminare nel vocabolario di Facebook Ads è “Copia”: quello dell’originalità è un concetto fondamentale dal quale nessuna azienda può prescindere. Del resto, Facebook Ads offre tantissimi strumenti che ognuno seleziona sulla base delle proprie esigenze e che vanno dalle più semplici campagne a quelle più complesse che richiedono l’impiego di un vero e proprio staff che si occupi esclusivamente di questa attività.

Chiaramente, va da sé che la campagna concepita con Facebook Ads deve riproporre inserzioni che siano adeguate al pubblico di riferimento, studiato nei minimi dettagli.

Ma ciò che più di ogni altra cosa sarà arma vincente sono i contenuti che dovranno essere creativi, coinvolgenti ed originali.

Preparare una campagna Ads non è semplice e più sarà ambizioso l’obiettivo maggiore sarà la necessità di affidarsi a professionisti del settore.

Conclusivamente, possiamo dire che da un lato Facebook Ads è uno strumento potentissimo, dall’altro – se usato in malo modo – può anche far crollare il castello che ci si è costruiti.

Emilio Vincenzo Bonura

Author Emilio Vincenzo Bonura

Ciao sono Emilio Bonura, Social Media Manager. Mi è sempre piaciuto osservare attentamente e mettermi nel ruolo del cliente, comprendendo la sua storia per costruire la strategia più efficace. L’osservazione e l’analisi sono i miei primi punti di forza. Ed è questa la chiave della mia professionalità.

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